Sembra quasi impossibile, vedendola fotografata sui giornali,  che una donna apparentemente  tanto fragile, sia in realtà ....immensa. Quella discreta immensità, Rita Levi Montalcini  se la porta appresso  da ben un secolo ( l'ha superato quest'anno), dopo aver costellato la propria strada di grandi ricerche ed infaticabile impegno. La cela nella sua raffinata, pacata eleganza. Ha compiuto cento e uno anni, anni proprio lo scorso 22 aprile. Cento e uno anni che non possono lasciare indifferenti persone che, al pari mio, soffrono  di Sclerosi Multipla e la sentono vicina. Premio Nobel e Senatrice a vita, la Professoressa Montalcini  è, infatti, Presidente Onorario di AISM e FISM, ed ha offerto,  sin dal loro esordio,  negli anni, un sempre crescente  prezioso contributo.

Nel 1989, ha presentato, proprio durante la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, il primo rapporto in Italia, sulla  suddetta malattia.

Un percorso inizialmente travagliato il suo, ma intessuto di genio ed umanità. Nasce e cresce a Torino in una famiglia ebraica. I rapporti con il padre si fanno comprensibilmente conflittuali, quando lui cerca di impedirle di divenire medico.

 Approda dopo il liceo,  a 21 anni all'università e si laurea in medicina. Nel '38, le leggi razziali, impediscono agli ebrei di lavorare. Lei, clandestinamente, nella sua camera da letto, inizierà la ricerca che, dal '47, dopo la fine della guerra, porterà in America e si concluderà dopo sedici anni.

Gli introiti acquisiti con il Prestigioso riconoscimento, ( Il Nobel), divisi con il biochimico Stanley Cohen, sembra li abbia investiti  su  giovani ricercatori che  l'hanno supportata e l'aiutano nell'esplorare le cellule del sistema nervoso centrale, per ricerche biologiche. Nonostante  la Professoressa Montalcini ora senta e veda pochissimo, non ha rallentato la sua  intensa attività, recandosi quasi quotidianamente all'Ebri, Istituto Europeo da lei tanto voluto, attuante ricerche sul cervello. Segue inoltre, molto da vicino, la fondazione che porta il nome paterno ed offre borse di studio a ragazze africane.

A questa donna straordinaria, facendomi portavoce  di ogni portatore di Sclerosi Multipla, ed ammalati con patologie devastanti similari, augurandomi che la sua stella seguiti a brillare per tanto, tanto ancora, vorrei porgere auguri sinceri e tutta la nostra più viva riconoscenza.

 

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