A volte basta una sola parola... " Mamma", perchè dall'apparente nebbia che sembra calare tra gli anni che inesorabilmente  trascorrono  ed i ricordi, riaffiori ancor nitido il volto della mia.  La sua voce, le  parole...Un eco lontano destinato a non estinguersi mai. Un marchio impresso nel cuore, indelebile, imperituro. Solo ieri sera, quel termine, pronunciato  da una mia dolcissima amica che mi stava parlando di un diario  celato e ritrovato della propria, mi ha invaso di infinita nostalgia.

La mia mamma...! Perduta ormai da oltre vent'anni, ma immortale nel pensiero, nell'animo. La mia mamma dal carattere forte, ma che pur in difficoltà economiche, riusciva sempre ad aiutare chi si trovava in condizioni peggiori. Quando morì, durante il funerale mi si affiancò un cugino.... Mi disse  : " Claudia, Silvana non potrò mai scordarla. Le devo tanto..! Mi è stata vicina quando ne ho avuto bisogno. Mi ha dato da mangiare. Mi ha aiutato!". Piangeva, mentre mi parlava di cose, di cui personalmente non ero a conoscenza, ma non mi lasciavano stupita...!.
Mamma era così... Aveva il cuore grande... Un'umanità ed una sensibilità non comuni.  Il ricordo volò a quando ero  ragazzina. Mio fratello, all'epoca,  aveva stretto  amicizia con due bravi ragazzi di colore. Erano venuti in Italia, facendo i pugili,  in cerca di fortuna. Onesti, discreti, penso si sentissero però, in un paese straniero, molto soli.. Mamma, trovava anche per loro, quando poteva, un piatto caldo da offrire, una parola di incoraggiamento. Bernard, aveva  già famiglia in Africa. Là  aveva lasciato la sposa ed una splendida piccina di cui, orgogliosamente, mi mostrava la fotografia. Presentivamo quanto entrambe gli mancassero. Era a loro che inviava  quanto riusciva a guadagnare. Mamma lo sapeva. Quando  morì in seguito ad un combattimento, ne soffrimmo. lei  ne rimase sconvolta.

La mia mamma.... sconfitta nei sentimenti, umiliata, ma grande...! Adorava entrambi i suoi figli, ma si appoggiava unicamente a me, più vicina, disponibile. Più propensa ad aiutarla, ad ascoltarla, ad offrirle comprensione. Ricordo che aveva sacrificato i pochi arretrati della propria piccola pensione, per regalarmi qualcosa che sapeva desideravo da tempo. Un paio di aderenti pantaloni bianchi, una casacca a righe rosse e candide, un'alta cintura elastica scarlatta che mi abbracciasse la vita sottile. Poi, orgogliosa, restava a contemplarmi, ignorando i miei rimproveri. Non volevo spendesse soldi per me, quando le erano tanto necessari! Altrettanto orgoglio dimostrava, quando riceveva complimenti; quando uscivamo insieme, notando gli sguardi che si posavano compiaciuti sulla sua  "bambina".

La mia mamma, che,  poco tempo prima di morire, aveva accettato di  incontrare, e riappacificarsi con papà, dietro suo espresso desiderio di poterla rivedere. Mi stupì, quando notai che era disposta a perdonarlo; a cancellare trent'anni di sofferenze e mortificazioni. Intenzionata a riprenderlo, ad assisterlo, sapendolo non vedente, il momento in cui fosse rimasto  (inevitabile,ormai!), vedovo e solo.  In quell'incontro programmato in cui, felice, riuscii a rivedere  per qualche ora la mia famiglia dopo tanti anni finalmente riunita, quello di mamma e papà, fu però..., quella sera,  l'abbraccio anche dell'addio..... Lei, non riuscì mai a mettere in atto il  gesto immenso che avrebbe concretizzato...! Fu la prima a morire. Al suo funerale, e per la prima volta, vidi papà scioccato..., in lacrime.

La mia mamma.. ammalata, e coraggiosa...! Una donna incredibile. La prima tremenda trombosi la privò della possibilità di parlare normalmente, scrivere. Cercò tra mille sforzi  di ricuperare almeno parzialmente, quanto perduto.  Sovente, in casa, fingendo noncuranza, la spiavo e notavo che cercava di assemblare su un foglio una parola, dalle lettere sproporzionate. Con tenerezza le andavo vicino. Abbracciandola, vedevo di rincuorarla, sforzandomi di illuderla che stava facendo  notevoli progressi. In realtà, quei poveri sforzi immani, offrivano risultati ridotti. Un'unica volta, da quella devastante trombosi, mio marito la sentì parlare bene.  Ma fu purtroppo solo lui a raccogliere quelle  ultime, corrette parole. Era lontana. Io ancora al lavoro. Quando rincasai, non mi restò che apprendere, da una seconda telefonata, la sua morte. Un infarto fulminante me l' aveva strappata.

Quanti ricordi struggenti ed incancellabili dopo la sua..partenza per il Paradiso...! Quanti presagi, forse solo dolorose coincidenze,  prima del suo addio alla vita...! Ricordo che ci fu un giorno che lessi su un giornale una frase di Sant'Agostino.  Recitava : " Se conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo, questi orizzonti senza fine, questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti"- Parole  che rispecchiavano  quel misticismo fatto di sensazioni, convinzioni, che avvertivo ed avverto.. La ritagliai, appoggiandola momentaneamente sul tavolo, intenzionata a mettermela via. Mamma  vide quel minuscolo pezzo di carta.

Mi chiese...- " Cos'è, Claudia, questo?" -

- " Nulla, mamma" - risposi - " E' solo una frase di Sant'Agostino" -

La volle leggere. Mi disse...:"E' molto bella !". Guardai i suoi occhi. In quel momento, si erano ulteriormente intristiti.

Furono  proprio quelle parole ad accompagnare , impresse sul cartoncino, accanto  alla sua foto ricordo, i momenti tristi del distacco, solo pochi mesi dopo.

La notte che spirò, in quell'unico momento in cui riuscii a smettere di piangere, ed appisolarmi. la vidi ai piedi del mio letto. -" Sarò sempre quì, vicino a te" - mi disse. Da quella notte, penso che realmente lei mi stia costantemente accanto... Una sera, avvicinandomi al comodino, su cui tengo il suo ritratto, avvertii un intenso profumo di rose. Più mi accostavo, più diventava intenso. Pensai a lei. Forse era in quel modo che mi stava rassicurando della sua presenza! Non vi erano fiori, nella stanza. Talvolta mi sorprendo a pensare alla sofferenza che proverebbe, se fosse ancora in vita,  sapendo della mia malattia, delle molteplici sventure che si sono nel tempo abbattute  sulla nostra famiglia...

Poi... mi convinco che comunque lo sa. La sua consapevolezza, la ritrovo in quella forza che avverto dentro di me e mi aiuta a lottare contro sempre nuove avversità. E' la sua invisibile mano che mi sorregge..!  E' lei, uno degli angeli che da lassù  costantemente mi  guidano e  proteggono...!

 

 

Torna a Racconti